Perche’ Devi Proteggere I Tuoi Conti Correnti

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Questa è la storia di Lorenzo, un ragazzo di 25 anni che voleva fare il “Blogger”.

Lorenzo era un ragazzo in gamba, ma in gamba davvero, e aveva capito in pieno quali grandi opportunità può offrirti internet se ci sai fare.

Lorenzo aveva così aperto il suo Blog (argomento: Moda e Dintorni, non posso dire di più) circa 5 anni fa e ci ha saputo fare alla grande. Il suo blog andava così bene, ma così bene, aveva così tanti passaggi e commenti agli articoli che Lorenzo alla fine aveva coronato il suo sogno di diventare “fashion blogger”, tra l’altro piuttosto conosciuto anche all’estero.

Le cose andavano bene e il conto Pay Pal di Lorenzo da zero, in un paio di anni era passato a 50.000 e poi, dopo altri due anni, a 150.000 e così via, sempre di più, sempre più in alto.

E così Lorenzo era riuscito ad ottimizzare le sue fonti guadagno che venivano principalmente:

  • dalle Case di Moda (a cui Lorenzo fatturava regolarmente con regolare partita Iva)
  • dalle pubblicità di Adsense, i cui introiti Lorenzo continuava ad accumulare

Ma Lorenzo aveva fatto i conti sbagliati con il suo Pay Pal perché, dalle informazioni che era riuscito a raccogliere in rete, Lorenzo si era fatto persuaso che che il suo Pay Pal fosse invisibile al Fisco.

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Io non so se Lorenzo avesse chiesto anche al suo commercialista ma, con ogni probabilità, anche se l’avesse fatto, dubito che il commercialista di Lorenzo sarebbe riuscito a formulare una frase di senso compiuto che contenesse le parola “Adesense” e “Pay Pal” per cui facciamo finta che questa sia un’altra storia, che racconteremo più in là.

Lorenzo, quindi, si era fatto persuaso che il suo conto Pay Pal fosse invisibile al Fisco, per due ragioni suppongo:

  • uno che si trattava di un conto “online” e quindi di per sé non tracciato e non tracciabile dal Fisco perché “immateriale”, e
  • due che Pay Pal non era una vera e propria Banca.

Ma, ahimè, si dà il caso che:

  • uno Pay Pal è tracciabile dal Fisco, e
  • due Pay Pal è in realtà un istituto di credito lussemburghese, ossia una banca a tutti gli effetti.

Ma torniamo a Lorenzo. Il suo conto Pay Pal cresceva e cresceva e così le abitudini di spesa di Lorenzo: ristoranti a 3 stelle, alberghi a 5, viaggi in business class e tutto rigorosamente “provato” da immagini pubblicate in tempo reale su facebook da condividere con gli amici blogger e modaioli e da sfoggiare con tutti quei “like” da suscitare invidia.

E così un giorno, quando Lorenzo proprio non se l’aspettava, la Guardia di Finanza bussò alla sua porta e gli contestò, indovinate un po’, che Lorenzo aveva accumulato (e speso) tanti soldini del suo conto Pay Pal dimenticando che la “consistenza” del suo conto corrente on-line utilizzato per transazioni (anche verso soggetti esteri) avrebbe dovuto essere dichiarata nel quadro RW della sua dichiarazione poiché il saldo del conto, nel corso dell’anno, aveva superato la soglia complessiva di 10 mila euro.

Come facevano a saperlo?

La disciplina attuale prevede che gli intermediari e gli operatori finanziari hanno l’obbligo di inviare  mensilmente i dati anagrafici di coloro che hanno instaurato rapporti di natura finanziaria.

In relazione a questi rapporti, gli stessi intermediari hanno l’obbligo di inviare, oltre alla comunicazione mensile, anche una comunicazione annuale contenente i dati contabili dei rapporti, il numero del rapporto e le chiavi univoche assegnate nell’invio mensile a ciascuno dei soggetti partecipanti al rapporto.

Lorenzo ora pagato la sua sanzione e soprattutto ha imparato molto da questa storia: reperire informazioni fiscali sui business online “a casaccio” (per non dire di peggio) può essere fatale per qualsiasi business online.

Lorenzo aveva guadagnato abbastanza anche grazie ai compensi erogati dalle Case di Moda e che aveva regolarmente dichiarato. Così, quando la finanza gli ha presentato il conto, Lorenzo ha potuto pagare e rimanere in corsa. Ma cosa sarebbe accaduto se Lorenzo non avesse dichiarato un bel niente convinto dell’ “anonimato” del suo conto corrente online?

Ve lo dico io: una catastrofe!!! La chiusura e il fallimento del blog di Lorenzo.

E per il futuro le cose si complicano ancora e di più purtroppo.

Con l’obiettivo di combattere e arginare l’evasione fiscale, infatti, è stato introdotto nel nostro ordinamento il controllo dei risparmi dei contribuenti con l’istituzione della Super Anagrafe dei conti correnti.

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Saranno in sostanza messi sotto osservazione dal Fisco tutte le forme di risparmio: dai conti correnti ai titoli azionari, fino aibuoni fruttiferi postali, raccolti in un Super archivio del Fisco che contiene i dati su conti correnti e rapporti finanziari instaurati dai clienti/contribuenti con operatori e intermediari finanziari.

La Legge di Stabilità 2015 ha precisato che tali dati serviranno non solo a compilare liste selettive di contribuenti a rischio evasione fiscale, ma anche per effettuare analisi del rischio medesimo.

Date retta a me, l’informazione sul Web è tutto. Muoviti sempre con i piedi di piombo e stai all’erta, non fare lo sprovveduto e proteggi sempre i tuoi interessi.

Con Fiscosulweb.it ora puoi farlo: http://www.fiscosulweb.it/azienda-protetta

Luca Taglialatela

Luca Taglialatela

Founder di Fiscosulweb.it. Dottore Commercialista e Revisore Ufficiale dei Conti è il Primo Consulente Tributario in Italia con esperienza decennale ad essersi specializzato in Fiscalità del Web e di ogni tipologia di Business online. Consulente fiscale per alcuni dei maggiori gruppi italiani e multinazionali ha maturato esperienza nell’ambito della fiscalità di impresa nazionale ed internazionale, delle problematiche fiscali delle persone fisiche e nel contenzioso tributario. Verifica ora tutte le sue credenziali e la sua storia professionale su Linkedin.

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